Achille Lauro Solo Noi, il racconto degli emarginati

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Achille Lauro promuove Solo Noi
Achille Lauro promuove Solo Noi

Achille Lauro conferma il suo posto e il suo appeal nella musica italiana con Solo Noi. Dopo giorni di misterioso materiale promozionale rilascia una preghiera per tutti gli esclusi e commuove immediatamente tutti i fan.

Di chi parla Achille Lauro in Solo Noi?

Achille Lauro non guarda più in faccia a nessuno – Solo Noi ne è la prova, ed è il pinnacolo corrente del suo percorso da artista. Sul suo trono di glitter, smalto e pelle rosa abbandona qualunque limite e confine di genere e racconta una storia che è davvero universale. La storia degli uomini senza dei e senza conforto è perfetta per essere raccontata da un artista come lui, e il suo abbandono del trap in favore del pop-rock si fa completo.

Sempre più lontano dalle sue radici trap, il cantante di Verona accoglie il suo posto come cantore degli emarginati e dei “diversi” e ne fa il suo vanto. Achille Lauro aveva annunciato Solo Noi da molto tempo, costellando i social network di criptici messaggi dall’inizio di febbraio. Sulla sua pagina Facebook campeggia la citazione di Voltaire “un uomo è libero nel momento in cui desidera di esserlo”, e la proposta di “iniziare a giocare”. E poi una sequela di fotografie in bianco e nero, immagini di gente sola e in cerca di consolazione. Fino ad arrivare a Solo Noi, il grido di aiuto di tutti gli emarginati. 

Per tutti gli emarginati

Niente più trap, niente più 808, niente più rap e Rolls Royce. Achille Lauro unisce invece la melanconia della sua 1990 con una sorta di preghiera, un’Ave Maria Pagana in chiave pop-rock: Solo Noi parla di tutto, senza rischiar dei parlare di niente. I riferimenti a Dio sono sottili, ma comprensibili: “Tu che c’hai fatto così/Così soli e sole”, canta Lauro. Il sentimento di solitudine è quello che domina nella canzone, come una costante della condizione umana. 

Parla ai giovani come agli anziani, ai poveri come ai ricchi, a chi lavora e a chi non riesce più a farlo. E dalla musica più delicata e meno luminosa del suo consueto emerge un senso di protezione e di accoglienza, universale e commovente. L’idea di un Achille Lauro completamente libero dai generi e dalle convenzioni si realizza finalmente a tutto tondo, e fa di Solo Noi un progetto completamente ambizioso. Al di fuori dei confini della trap e delle separazioni di genere, Lauro scende dal piedistallo e si rivolge direttamente al mondo. Un sentimento adatto alla pandemia come a ogni altra epoca. “A voi che state guardando passare fuori dalla finestra un mondo che si sta scordando di voi. Ricordati che non sei solo”, scrive su Facebook. E ascoltando Solo Noi ci si sente davvero meno soli. 

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