12 SEDIE: al Teatro Tor Bella Monaca il monologo pluripremiato con Mimmo Surace

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12 SEDIE: al Teatro Tor Bella Monaca

Mercoledì 25 febbraio 2026 alle ore 21, il palcoscenico del Teatro Tor Bella Monaca di Roma accoglie “12 Sedie”, monologo pluripremiato al Roma Comic Off 2025, diretto da Donato Di Stasi e interpretato da Domenico (Mimmo) Surace. Uno spettacolo che non racconta “una” storia, ma un corpo unico fatto di frammenti: dodici voci, dodici schegge emotive, dodici presenze che sembrano mancare e invece restano lì, davanti a noi, come una domanda che non si lascia archiviare.

Un affresco di invisibili

Dodici sedie è un corpo composto da frammenti. La regia di Di Stasi sceglie di evocare la voce di chi migra, di chi resta invisibile, di chi resiste al buio e al silenzio. Ogni monologo è un colpo breve e necessario, una traccia che si somma alle altre fino a costruire un affresco sull’emarginazione, la perdita, l’ostinazione di esistere. Alla fine, lo spettatore si trova di fronte a dodici sedie occupate da abiti vuoti: un coro muto di presenze assenti, un’immagine che resta addosso, più della parola.

Una scena che scricchiola di precarietà

Lo spazio scenico è un territorio di precarietà e memoria: dodici sedie disposte alla rinfusa, due quadri appoggiati in equilibrio instabile, libri e quaderni aperti a terra, foglie secche che scricchiolano sotto i passi. Non c’è ordine, non c’è “sistemazione”: tutto è in bilico, come la condizione di chi ha perso la propria casa e cerca un approdo che forse non esiste.

Il corpo che attraversa il naufragio

Il personaggio, magistralmente interpretato da Mimmo Surace, entra in scena avvolto in un lungo telo di plastica nera, con la testa coperta di fango. La plastica è un involucro ingombrante, simbolo insieme di rifiuto e sopravvivenza; il fango è la traccia di un naufragio, della terra e dell’acqua che si mescolano nella sua identità. Nel corso dei dodici monologhi, il telo e gli abiti vengono progressivamente abbandonati sulle sedie: il protagonista si spoglia, si espone, diventa sempre più vulnerabile. Ogni sedia diventa così un deposito: un frammento di vita, una storia spezzata, un’assenza.

Una voce che cambia pelle

La parola scenica alterna registri contrastanti: urla spezzate, sussurri intimi, invocazioni, ironia amara, confessioni liriche. Le ripetizioni funzionano come refrain ossessivi: a volte risuonano come colpi, a volte come litanie, come un canto che torna da lontano. In alcuni momenti il personaggio legge da un libro, poi scivola nella voce viva: memoria scritta e testimonianza diretta si confondono, come se la pagina non bastasse e il corpo fosse chiamato a “finire” ciò che la parola non riesce a trattenere.

Un viaggio senza approdo che interroga lo spettatore

“12 Sedie” è un viaggio senza arrivo: un canto di voci invisibili che parla di esilio, mare, frontiere, amore improvviso e utopia. Un corpo solo che si fa moltitudine, un coro muto che lascia una domanda semplice e insostenibile: quanto tempo serve per cancellare una vita?


Info spettacolo

12 Sedie
📅 Mercoledì 25 febbraio 2026 – 🕘 ore 21
📍 Teatro Tor Bella Monaca – Via Bruno Cirino, 5, 00133 Roma
☎️ t. 06 2010579