Suspiria in arrivo su Netflix: ecco perché dovreste guardarlo

Il grande classico di Dario Argento "Suspiria" sta per approdare su Netflix a 43 anni dalla sua pubblicazione. Ecco perché non è ancora diventato obsoleto.

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Mentre il remake diretto da Luca Guadagnino è da tempo disponibile su Amazon Prime Video, Suspiria di Dario Argento sta per approdare sul suo principale concorrente, Netflix. Una scelta che anticipa quello che potrebbe essere il debutto del cineasta nel settore dei prodotti creati appositamente per piattaforme streaming, con ben due serie TV in fase di produzione oltre al suo nuovo film “Occhiali Neri” le cui modalità di distribuzione non sono ancora state rese note. Il film sarà disponibile sulla piattaforma a partire dall’1 marzo, ad oltre 40 anni dalla sua pubblicazione: la sua età anagrafica potrebbe sicuramente allontanare gli spettatori più giovani per via di un mero pregiudizio, ma a mio avviso sarebbe un errore e vi spiego perché.

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Suspiria: ecco perché vi consiglio di guardarlo su Netflix

“Suspiria”, il cui cast include sia nomi internazionali che italiani come Jessica Harper, Flavio Bucci, Alida Valli, Stefania Casini e Miguel Bosé, è un film che per l’epoca fu davvero all’avanguardia, anticipando i tempi su quella che sarebbe stata la direzione futura del genere horror. Si tratta di un film che in una prima fase appare essenzialmente come un thriller molto cruento, ricco di splatter e di scene fortemente raccapriccianti ma dietro cui sembra esserci un assassino umano a tutti gli effetti; eppure, come ormai tutti sappiamo, si tratta anche dell’ingresso definitivo di Dario Argento nel mondo del sovrannaturale. Un debutto in parte avvenuto già con “Profondo Rosso”, ma che qui si concretizza dando vita ad un potere oscuro che sta dietro a fatti che in teoria potrebbero non avere nulla di sovrannaturale, e lo fa in un modo che all’epoca stupì tutti.

Quello che sta alla fine di “Suspiria”, in realtà, è un colpo di scena non indifferente, un plot twist secondo la terminologia di oggi, ma che risulta essenzialmente coerente con tutto ciò che si vede fino a quel momento. La scoperta si inscrive in un contesto ben preciso, in cui giochi di colori ed effetti sonori creano un’atmosfera di paura e soggezione che viene poi giustificata al 100% dalla verità che sta dietro il mistero della scuola di danza di Friburgo. I personaggi adulti sono inquietanti, un po’ troppo austeri ed autoritari affinché lo spettatore possa credere anche per un solo secondo che vada tutto bene, mentre quasi tutte le ragazze che frequentano la scuola appaiono schive, cattive, come se fossero anche loro parte di un grande disegno di cui quasi soltanto la protagonista è ignara. In tutto ciò si inserisce anche l’ambientazione tetra: la foresta nera, la scuola con la sua architettura e pittura gotica, il palazzo in cui avviene il primo omicidio, la pioggia torrenziale.

Tutto ciò che è presente in “Suspiria”, dunque, è da manuale tutto ciò che serve per far luce ad un film horror perfetto. L’interpretazione della protagonista la rende ingenua ma anche coraggiosa, e tutto ciò che le è attorno costruisce un contesto a metà strada fra “fiaba nera” e una sanguinolenta carneficina in cui una setta terribile distrugge tutto ciò che si insinua al suo interno e che non accetta di trasformarsi in un suo effettivo componente. La magia oscura del film sta proprio nel modo in cui il mistero è inizialmente inespugnabile, concede poi indizi più o meno tangibili come in tutti i migliori thriller e si rivela in tutta la sua potenza soltanto alla fine, conducendo verso un finale enigmatico che è stato poi ripreso nei sue due sequel. Il tutto si svolge in maniera moderna, con un ritmo incalzante che si distacca perfino dai precedenti lavori di Argento: anche per questo il film è oggi uno dei più studiati al mondo, un punto di riferimento per tanti registi, ed un must per qualsiasi amante di film thriller e horror che non l’abbia mai visto.

LEGGI QUI LA NOSTRA INTERVISTA A DARIO ARGENTO

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