Sam Hunt: “Southside” – Recensione album

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Dopo sei anni dal disco di debutto Sam Hunt è tornato con un nuovo progetto. Sono passati tre anni da quando “Body Like a Back Road” ha scalato le classifiche di radio e di vendita.

Quello che sembrava essere un singolo di lancio, “Drinkin ‘Too Much” è stato rilasciato nel 2017 facendo pensare che l’album sarebbe stato pubblicato da li a poco ed invece, il brano non ha convinto e tutto si è fermato. Nel 2018, è stata la volta di “Downtown’s Dead” un brano insipido. Ora, con la sua “Kinfolks” è appena entrato alla numero uno negli Stati Uniti, e questo fa ben sperare per il suo nuovo album “Southside“.

Con il country nel sangue, questa settimana, Sam Hunt è tornato con la sua seconda opera Southside , un album di dodici canzoni che purtroppo non sono allo stesso livello del predecessore “Montevallo”. Tuttavia, quando Hunt fa salire di potenza tutti i suoi motori, fa un passo impressionante.

Prima dell’uscita dell’album, l’artista ha pubblicato altri brani, tra cui “Sinning with You” un mid-tempo che intreccia insieme la chitarra acustica con un battito palpitante. Scritto con un team di tutto rispetto “Hard to Forget” campiona “There Stands the Glass” di Webb Pierce e prepara l’ascoltatore ad andare in un nuovo livello sonoro. “Let It Down” sposa il classico e il contemporaneo allo stesso modo, impiegando la base musicale in un mix tra batteria e chitarra che si fondono in un pop-country.

L’apripista “2016” è tra le canzoni più sorprendenti di Hunt fino ad oggi, una sola chitarra acustica, la sua unica arma, tutta la sua anima, smantella tutti i dubbi sulle sue capacità di strapparti il ​​cuore.

In conclusione Southside è un grande disco. I testi, le melodie ed il suono nella sua voce risaltano l’incredibile talento che Sam Hunt possiede. Southside è pieno di grandi canzoni e catapulterà Sam Hunt ai piani alti delle classifiche. Nulla da dire Hunt è un vero innovatore ed è abbondantemente chiaro su Southside. Voto 4/5

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