“More Heroes” – Riflettori sul Punk: Cockney Rejects

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“More Heroes” è una rubrica dedicata alla scoperta dei più grandi nomi che hanno fatto la storia del punk, molti dei quali non conosciuti adeguatamente come meriterebbero. Oggi i riflettori sono puntati sui Cockney Rejects.

Gli “inventori” dell’Oi!

Nati nel 1979 nell’area East End di Londra, i Cockney Rejects sono uno dei più celebri gruppi street punk. A loro si deve l’invenzione del nome che identifica tale sottogenere, l’Oi!, nato in sede live come verso per incitare il pubblico. Le sue caratteristiche sono una musica cruda e ripetitiva contornata da cori simili a quelli da stadio e tematiche quali le risse, la birra, il tifo calcistico (sconfinando spesso nell’hooliganismo) e la lotta politica. Genere che è sempre stato associato, ingiustamente, all’estrema destra.

La band ha visto come principali esponenti i fratelli Geggus, Jeff “Stinky Turner” alla voce e Mick alla chitarra. La formazione più celebre, attiva dal 1980 al 1983, vedeva Keith “Stix” Warrington alla batteria e Vince Riordan al basso. Negli anni in cui la scena punk del ’77 era scomparsa e l’hardcore iniziava lentamente a muovere i primi passi, i Cockney Rejects sono spesso stati visti dalla critica come una band approdata al successo in un periodo fiacco per la musica punk rock, più che per reali meriti musicali.

Gli inizi e i tre volumi “Greatest Hits”

Dopo aver inciso nel 1979 il singolo “Flares & Slippers”, i Cockney Rejects finiscono sotto l’ala protettrice del giornalista di Sounds Garry Bushell (grande promotore della scena Oi!) che ne diventa il manager e del cantante degli Sham 69 Jimmy Pursey che procura al gruppo un contratto con la EMI. Pubblicano diversi altri singoli, tutti quanti di buon successo. Tra questi menzione speciale spetta al brano “The Greatest Cockney Rip-Off” (1980), parodia di “Hersham Boys” dei già citati Sham 69. Arriverà al numero 21 della UK Singles Chart.

Sempre nel 1980 rilasciano i loro tre primi LP, i “Greatest Hits” volume 1 e 2. A dispetto del titolo, essi non sono una raccolta di successi ma veri e propri album d’inediti che riscuotono un ottimo seguito tra i punk e gli skinhead. Seguirà l’anno seguente il volume 3, un album dal vivo registrato in studio e che vede l’esordio nelle file della band di Warrington.

A partire dal successivo “The Power And The Glory” (1981), ma sopratutto con “The Wild Ones” (1982) e “Quiet Storm” (1984, uscito a nome The Rejects), la band passa dal punk puro ad un suono maggiormente influenzato dal metal. Seguirà l’anno seguente un periodo di pausa che durerà fino al 1987. In seguito pubblicano il quinto album dal titolo “Lethal” (1990), quindi si sciolgono definitivamente.

Il logo della band

Reunion e anni recenti

Riunitisi nel 1999, l’anno successivo la band decide di riprendere il proprio percorso e riallacciarsi alle vecchie sonorità street punk. Un percorso che prosegue a tutt’oggi e ha visto la pubblicazione di tre nuovi lavori in studio. Assieme ai fratelli Geggus diversi altri musicisti hanno condiviso questa nuova seconda vita dei Cockney Rejects. Da segnalare il batterista Andrew Laing (attivo dal 2007) e il bassista Tony Van Frater, membro dal 1999 al 2016, anno della sua morte a soli 51 anni. Il suo posto è stato ripreso da Riordan.

Nell’ottobre del 2019, per la prima volta nella loro carriera, la band effettua dei concerti in Australia ottenendo un grande successo.

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