Conan Gray – Kid Krow è l’album di debutto | Recensione

"Kid Krow" è il titolo del primo album in carriera del cantante ventunenne Conan Gray. Ecco la nostra recensione del progetto e cosa pensiamo dell'artista.

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Conan Gray è una delle novità che il pop internazionale sta proponendo in questo periodo. A soli 21 anni, il ragazzo ha all’attivo varie pubblicazioni che gli hanno permesso di crearsi una buona fanbase ed avere un discreto numero di ascolti su Spotify. Uno slancio ulteriore è arrivato con l’opportunità di aprire i concerti dei Panic! At The Disco e di partire successivamente per più di un tour da lead artist, ottenendo dei risultati positivi compatibilmente con le venue scelte. Dopo un percorso decisamente virtuoso nella giungla dell’attuale musicbiz, Conan pubblica il suo album di debutto “Kid Krow”: un progetto abbastanza breve, che dura poco più di mezz’ora, e ci permette di capire qualcosa in più su Conan come interprete.

Recensione Kid Krow

Chiaramente, quando un nuovo nome si affaccia nel panorama musicale, la prima cosa a cui si presta attenzione è il timbro, unica arma utile per risultare riconoscibile al pubblico generico anche in radio. in “Kid Krow” dimostra di possedere un timbro molto limpido, poco riconoscibile ma comunque molto piacevole all’ascolto su alcune tipologie di brano. Nella fattispecie, Conan Gray risulta a mio avviso forte nelle up tempo pop, in brani ritmati ed energici che risultano molto orecchiabili e piacevoli non solo in virtù delle produzioni ma anche grazie alla sua esecuzione. L’artista convince un po’ di meno, invece, nei lenti, non tanto quando si rimane nel teen-pop ma soprattutto quando si sfocia nel pop-rock.

Lo strumento vocale di Conan appare in ogni caso potente, capace di prendere note alte e basse, e le sue oggettive abilità si possono ascoltare anche in studio. Il problema è che manca una versatilità ed un carisma vocale tali da consentirgli di risultare interessante e d’impatto in tutti gli stili, e purtroppo sembrerebbe che il suo team non abbia compreso ciò: per questo l’album ondeggia fra canzoni perfette per la sua voce in cui il cantante rende benissimo ed altre per le quali è meno indicato. Per farla breve: quando Conan rimane in un contesto prettamente pop la sua voce rende, è molto adatta alla produzione ed efficace, soprattutto se possiamo ascoltare anche dei synth elettronici. In canzoni che tendono un po’ troppo verso il soft rock, invece, Conan non è nel suo giusto ambiente e si sente.

Considerazioni finali

“Kid Krow” dà comunque una traccia di quello che Conan Gray sa fare e quello su cui invece è bene lasciar perdere, ed è possibile che dopo questo esperimento lui ed il suo team capiscano meglio com’è bene muoversi in futuro. Gli album di debutto sono sempre un rischio, soprattutto per cantanti molto giovani, e personalmente mi sento in dovere di sottolineare soprattutto gli elementi positivi dell’album, su cui spero l’interprete batta in futuro. In un progetto così breve, tuttavia, l’incertezza di base fa sì che almeno metà delle tracce appartengano alla categoria su cui l’artista rende meno bene, dunque il progetto non può essere promosso a pieni voti: si apprezza comunque lo sforzo e quello che c’è di buono, sperando che in futuro potremo ascoltare un progetto da promuovere in toto.

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